domenica 7 aprile 2013

PROCESSO “EVOLUTIVO” DI UNA SPECIE.

La divisione in caste della popolazione indiana è proporzionale all’evoluzione, organizzata secondo criteri genetici e politici, della specie umana?
Un riscontro potremmo trovarlo volendo, molto fantasiosamente, anche nella nostra “evoluta” organizzazione politica e della stessa nostra popolazione, abbiamo la casta politica che genererà, oltre che disastri, altri politici, quella dei professori genera, oltre che “Monti”, altri professori, quella dei giudici genera, oltre che “Grasso”, altri giudici e, le caste cosiddette “inferiori”, oltre a generare sudditi, continueranno a generare altri sudditi, salvo in rare eccezioni in conflitto con le posizioni consolidate delle alte caste.
La politica impone la sua privilegiata posizione, con notevole efficacia, operando favoritismi, consolidando nepotismi e incrementando clientelismi. Termini distanti tra loro, ma come esercizio funzionale identici. Oltre tutto questo, ci riporta indietro con il concetto evolutivo della Democrazia. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria regressione della stesa senza rendercene conto. Ovvero, non ce ne siamo resi conto e ci troviamo ora, nella quasi impossibilità di poter reagire per l’avanzato stadio deteriorante. Dopo aver lottato secoli per acquisire DIRITTI, costati milioni di vite, è bastato che la politica, tenendo allo scuro la popolazione, con una semplice firma su un trattato a compromettere la sovranità di un POPOLO e la sua sottomissione ad una potenza straniera.
Quindi, per tornare all’evoluzione della Specie umana, anche la Democrazia subisce la stessa involuzione? Oppure, è il percorso della politica che secondo canoni ricorrenti destinati nel tempo per periodi più o meno brevi e ricorrenti, a compiere involuzioni diverse?
Nei secoli, l’ignoranza della popolazione ha dato modo a pochi di poter gestire il potere e, i nostri politici con la riduzione della spesa per l’educazione scolastica e la ricerca medica non sono stati da meno, reprimere la crescita intellettuale consente l’esercizio del potere.
Analizziamo le trasmissioni televisive, noteremo che c’è in atto, in alcune di esse, una propensione, non oso pensare sia voluta, a bloccare l’evolutivo processo della mente umana in special modo quella giovanile, in alcuni casi anche quella dei non più giovani. Trasmissioni televisive diseducative mettono in risalto il corpo femminile e/o quello maschile in una sorta di confronto/scontro con i propri simili a colpi di s/congiuntivi e non solo quelli. Trasmissioni, tra le altre cose, clonate in lungo e in largo nel pianeta con edizioni identiche e con gli stessi risultati involutivi. Come se, una fantascientifica ed occulta Organizzazione Mondiale abbia deciso che l’evoluzione culturale debba subire tendenze inverse. I giovani coinvolti, milioni di essi in tutto il mondo, subiscono passivi questo fascino dell’apparire. Alla ricerca di un sogno sempre più spesso vanaglorioso, emulando interpreti, in conflitto tra loro, per un premio finale in denaro e con esso fama e successo non meritati ma soprattutto, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, effimeri.