martedì 21 febbraio 2012

PULIAMOCI LO STIVALE.




Postato mercoledì 5 gennaio 2011 - "PANORAMICA" Splinder

Mentre si protesta contro il brasile, Silvio Berlusconi, da una parte vicino a Torregiani tanto da incontrarlo ufficialmente  dall’altra, invece, assicura, in conferenza, che i rapporti diplomatici con questo Paese non subiranno cambiamenti.  
Non vedo nel comportamento del Presidente del Consiglio nulla di logico che possa assicurarci una piena autonomia Democratica, nei confronti di chi ci offende ed umilia di fronte al mondo intero.
Per Berlusconi è arrivata l’ora di andare a casa, è giunto  il momento di farlo e non solo per questo episodio.  Così, potrà dedicare il proprio tempo ai processi che lo vedono protagonista e che attendono risposte e soluzioni definitive. In un Paese apertamente dichiarato Democratico, non è ammissibile che i processi si debbano fare solo alla povera gente.  
La mancanza di altezza e la mancanza di capelli non giustificano il voler a tutti i costi apparire il Deus ex machina, la reazione psicologica a questo handicap, rende ridicoli a tal punto  da essere per l’opposizione strumento di attacco, sia pure grottesco e infantile, oltre al normale e, il più delle volte giustificato, contrasto politico. Il complesso di inferiorità che ha portato l’uomo a compiere innumerevoli corbellerie, per non usare altro termine e l’incapacità di un’alternativa opposizione hanno condotto la nostra Nazione, al fallimento ed a livelli così bassi mai raggiunti nemmeno dalle cosiddette precedenti Repubbliche.
Per tornare alla normalità occorre molto tempo ma, quello che non occorre  è senza ombra di dubbio, l’aiuto di pseudo risolutori urlanti, i quali, oltre all’odio che hanno fomentato, non hanno dimostrato, nelle loro certezze, un’alternativa concreta.
Prima di avviarci all’ennesimo, quanto meno inutile e poco Democratico  confronto elettorale, si deve discutere su una riforma elettorale DEMOCRATICA negando la partecipazione ai convinti possessori della certezza assoluta.
Un metodo da prendere in considerazione, potrebbe essere quello di  un confronto con i rappresentanti di tutte le parti politiche e sociali senza alcuno sbarramento,  da tenersi a porte chiuse in una sorta di conclave che porti alla giusta soluzione per il Paese.
Quello che ne scaturirà potrebbe essere portato per la ratifica, sotto forma di referendum, al  popolo che, riappropriandosi della sovranità fin’ora persa nei meandri dell’attuale politica,  avrà finalmente il ruolo, non solo scritto nei discorsi elettorali ma, essere l’unico artefice dell’espressione Democrazia di una Nazione emancipata.
Quanto riportato in queste poche righe vuole rappresentare un’analisi sincera ed obbiettiva di un suddito, appartenete suo malgrado, all’ormai diventato Regno della Repubblica Italiana, dove non impera un solo monarca ma un’insieme di questi che vogliono farci credere che a decidere delle nostre sorti siamo ancora noi.